giovedì 2 febbraio 2012

La scatola nera genera molte perplessità. Vediamo perchè

Chi accetta di installare sul proprio veicolo (con costi a carico delle compagnie assicuratrici) la così detta black box (meglio conosciuta come scatola nera), cioè un meccanismo di controllo elettronico che registra l'attività del veicolo (velocità, frenata, percorsi, eccetera) godrà di sconti sulla tariffa applicata. In apparenza sembra un sistema che offre solo vantaggi agli assicurati, ma, in realtà, non tutti la pensano così e, anzi, taluni scettici sostengono che vi sono molti aspetti della norma che non convincono fino in fondo. Innanzitutto immaginiamo di dover attendere l'emanazione di un regolamento di attuazione che dia una puntuale definizione di questi "meccanismi elettroinici denominati scatola nera o equivalenti", dato che sul mercato esistono modelli e tipologie diverse. Ancora più importante: di che sconto stiamo parlando? Come sarà applicato? Leggendo il testo del decreto, infatti, nulla è specificato. Altro punto delicatissimo: la scatola nera ha dei costi d'acquisto e montaggio che saranno, da decreto, "a carico delle compagnie". Carta canta, si potrebbe dire, ma l'esperienza ci racconta di assicurazioni che scaricano questi costi sul consumatore, con un aumento delle tariffe che di fatto vanifica l'effetto sconto. Senza dimenticare i costi d'esercizio: una volta installate, infatti, le scatole funzionano tramite collegamenti internet che equivalgono a una telefonata sempre aperta. Si tratta di spese ulteriori che, ad esempio l'Unipol, non esita a riversare sul cliente con un aumento della tariffa del 6%. Resta un altro rischio a scapito di chi, per risparmiare, è abituato a cambiare compagnia ogni anno: la scatola nera seguirà l'auto o dovrà essere smontata e reinstallata ogni volta? E chi pagherà?

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