venerdì 7 dicembre 2012

Le norme per favorire la concorrenza nel settore assicurativo si arricchiscono di nuovi tasselli

Primo fra tutti la disposizione che non costituirà esercizio di agenzia in attività finanziaria, la promozione e il collocamento di contratti relativi alla concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma da parte degli agenti di assicurazione, su mandato diretto di banche ed intermediari finanziari e nel rispetto delle norme previste dal Testo unico bancario (Dlgs 385/1993). Aumenta poi da due a cinque giorni non festivi il termine entro il quale per i sinistri con soli danni a cose, deve avvenire la richiesta di risarcimento. Via libera alla possibilità che il premio della polizza assicurativa collegata a un mutuo venga restituito, almeno in parte, qualora il prestito venga ripagato in anticipo o trasferito. Confermata l'abolizione del tacito rinnovo sulle polizze per auto e barche, ma la compagnia dovrà comunque mantenere operante per altri 15 giorni la garanzia dopo la scadenza.

venerdì 16 novembre 2012

Anche le assicurazioni sanitarie applicheranno la tariffa bonus malus

Il Decreto Balduzzi in materia sanitaria mira a regolamentare anche il mare magnum delle assicurazioni sanitarie prevedendo, tra l'altro, che le polizze debbano essere stipulate anche in base a condizioni che dispongano che, alla loro scadenza e nel momento del rinnovo, il premio venga variato in aumento o in diminuzione in relazione al fatto che si sia verificato o meno un sinistro durante la copertura (con l'applicazione, dunque, della tariffa bonus malus). Si prevede, inoltre, che la disdetta della polizza da parte della compagnia dovrà essere subordinata alla reiterazione di una condotta colposa da parte del sanitario. Resta esclusa, a carico degli enti del Servizio Sanitario Nazionale, ogni copertura assicurativa della responsabilità civile ulteriore rispetto a quella prevista, per il relativo personale, dalla normativa contrattuale vigente. Questo provvedimento è certamente collegato all'obiettivo principale di razionalizzazione della spesa pubblica sanitaria dal momento che la nuova medicina difensiva ha indubbiamente incrementato i costi, con l'aumento delle prescrizioni mediche di esami diagnostici di vario tipo, che non solo sono inutili, ma rischiano talvolta di diventare addirittura dannosi e di creare un vero e proprio vulnus ai pazienti. Si ravvisa anche un'esigenza di maggiore tutela della classe medica sia dal punto di vista assicurativo (tutela che oggigiorno è sempre più difficile garantire in toto), sia operativo, in considerazione della particolare condizione nella quale spesso si trova la categoria dei sanitari, guardati quasi con sospetto da pazienti pronti a gridare alla malpractice. Sicuramente i tempi sono prematuri per poter verificare se si tratti di una vera e propria rivoluzione copernicana ma comunque pare che il sentiero tracciato sia quello giusto.

giovedì 15 novembre 2012

Il decreto Balduzzi esclude la responsabilità del medico in caso di colpa lieve

É delle scorse settimane l'approvazione del Decreto Balduzzi in materia sanitaria. La norma sta scatenando molte riflessioni e altrettante polemiche; tra le numerose novità introdotte in materia di sanità e salute, una nuova regolamentazione della responsabilità professionale per contenere il fenomeno della medicina difensiva, la valutazione dell'operato del medico secondo linee guida nazionali e internazionali e un fondo per coprire le spese assicurative. É evidente che, nel corso degli ultimi anni, il numero delle denunce contro i medici sia aumentato in maniera impressionante, con un progressivo diffondersi della medicina difensiva da parte dei camici bianchi e un sensibile incremento dei costi a carico del Servizio sanitario nazionale legati al fenomeno, che ormai superano i 10 miliardi di euro ogni anno.

Un'altra importantissima novità è legata ai criteri di calcolo del danno biologico: nella relazione di accompagnamento, infatti, è stato previsto che la determinazione del danno biologico conseguente all'attività del sanitario dovrà essere effettuata tramite rinvio alle tabelle di cui agli articoli 138 e 139 del codice delle assicurazioni, da integrare per tener conto delle fattispecie non previste. Questa formulazione appare rivoluzionaria, dal momento che introduce dei criteri di calcolo e liquidazione del danno molto differenti da quelli in uso finora: addirittura, sembrerebbero restare scoperti i danni da lesione del rapporto parentale. Si è disposto anche in tema di medicina territoriale, per modificare il rapporto tra cittadini e medici di famiglia, perché i pazienti possano avere la garanzia di un'assistenza 24 ore al giorno; si sono, inoltre, adottate delle misure di contrasto a cattive abitudini come il fumo e il gioco d'azzardo. 

In questa sede appare interessante spendere qualche parola in relazione al primo comma dell'articolo 3 del provvedimento, che disciplina la responsabilità professionale di chi esercita le professioni sanitarie. In particolare, la disposizione prevede che la colpa lieve sia esclusa nell'operato di chi esercita la professione sanitaria in tutti i casi in cui si sia attenuto a linee guida e buone pratiche prescritte dalla comunità scientifica nazionale ed internazionale. Una formulazione, questa, che ha scatenato notevoli polemiche. Non si comprende, infatti, cosa abbia voluto esattamente intendere il legislatore quando parla di esclusione della colpa lieve dove ci si attenga alle linee guida. A una prima lettura sembrerebbe quasi che si stia offrendo una sorta di impunità nei confronti di chi svolge una professione così delicata come quella dei medici. Una colpa lieve, proprio per le potenzialità lesive che porta con sé, è pur sempre grave nell'ambito sanitario ed escluderla sarebbe come non richiedere rigore e massima attenzione al personale medico. Sicuramente c'è da domandarsi quali siano i casi, relativamente alle prestazioni che non presentano speciale difficoltà, in cui il giudice possa ravvisare responsabilità anche in caso di aderenza alle linee guida.

L'articolo, poi, prevede che, per ovviare alle difficoltà nell'accesso alla copertura assicurativa che incontra chi esercita le professioni sanitarie, vengano disciplinate le procedure e i requisiti minimi e uniformi per l'idoneità dei relativi contratti. Ciò deve avvenire con Decreto del Presidente della Repubblica su proposta del ministro della Salute, di concerto con i ministri dello Sviluppo Economico e dell'Economia e delle Finanze, sentiti Ania, federazioni nazionali degli ordini e dei collegi delle professioni sanitarie e organizzazioni sindacali rappresentative delle categorie professionali interessate. E tenendo conto di una serie di criteri, tra i quali il più innovativo è sicuramente l'indicazione dei casi nei quali, sulla base di definite categorie di rischio professionale, prevedere l'obbligo, in capo a un fondo appositamente costituito, di garantire idonea copertura agli esercenti le professioni sanitarie. É prevista, inoltre, la costituzione di un fondo per garantire idonee coperture assicurative finanziato con il contributo dei professionisti e delle assicurazioni, in misura percentuale sui premi incassati, comunque non superiore al 4%.

mercoledì 14 novembre 2012

Cosa è la Gender Directive che partirà dal prossimo 21 dicembre?

Con l'entrata in vigore della Gender Directive, che porterà le compagnie a proporre tariffe vita unisex a partire dal 21 dicembre prossimo, si viene a determinare l'assenza di un parametro fondamentale per la valutazione del rischio di mortalità. Essendo la differenza media di mortalità tra i due sessi piuttosto elevata, la possibilità di valutare correttamente il rischio senza l'informazione sul sesso dell'assicurato risulterà fortemente limitata ed andrà ad impattare sulla definizione e sulla valutazione del rischio stesso. Un possibile approccio al problema è rappresentato dal tariffare basandosi sulla composizione attesa di maschi e femmine nel portafoglio che si andrà a costituire. In questo caso, la compagnia si espone al rischio di un disallineamento tra rischio assunto e premio richiesto nel caso in cui la proporzione tra maschi e femmine fosse diversa da quella attesa e nel caso in cui pur stimando correttamente la composizione del portafoglio, la distribuzione dei capitali elevati fosse più sbilanciata rispetto alle previsioni verso le persone di sesso maschile. Una possibile strada diversa è rappresentata dall'analisi e ricerca di quali altri elementi sono disponibili per valutare il rischio in modo accurato.Il fattore probabilmente più ovvio è l'abitudine al fumo. Diversi studi indicano, per alcune età, differenze di mortalità di circa due volte e mezzo tra fumatore e non fumatore; differenza che risulta più elevata di quella tra la mortalità maschile e femminile. Altri elementi che sicuramente influenzano la mortalità sono l'occupazione e il settore d'attività: la mortalità di alcune professioni è fino a tre volte più elevata, e anche qui il divario è maggiore rispetto a quello riscontrato tra maschi e femmine. Probabilmente il fattore che racchiude in sé molti dei precedenti è il livello socio economico dell'assicurato, ancora una volta molto più elevato delle differenze della mortalità media tra uomini e donne. É per questo che in alcuni mercati questa informazione viene utilizzata per definire il rischio sia di mortalità che di longevità. Un'altra idea è quella rappresentata dalla possibilità di considerare criteri per valutare un fattore determinante per la valutazione della mortalità, ovvero la componente accidentale, specialmente riguardo agli incidenti stradali. Negli Stati Uniti, per esempio, gli assicuratori possono accedere ai registri che indicano il comportamento alla guida degli assicurandi e usare le informazioni per tariffare il rischio nel ramo vita. Le compagnie sono abituate a chiedere l'attestato di rischio per la Rc Auto: potrebbe quindi essere utilizzato (magari insieme ai punti sulla patente) per la tariffazione del rischio vita? Il lavoro maggiore è rappresentato dalla raccolta dei dati a supporto delle analisi dei rischi. Una strada percorribile è cominciare utilizzando le esperienze di altri mercati, come già fatto per le malattie gravi e la Ltc, e nel tempo costruire database sempre più affidabili.

venerdì 17 agosto 2012

In questa famiglia non si sente la crisi

Il tradizionale appuntamento con gli stipendi dei manager che governano i gruppi assicurativi quotati in Borsa incrocia quest'anno una novità. E cioè le critiche dell'Isvap alla relazione sulle remunerazioni di Fonsai, giunte a sorpresa prima dell'assemblea di bilancio della società. Secondo l'Authority guidata da Giancarlo Giannini, l'impianto della relazione era lacunoso e dovevano essere forniti più dettagli e precisazioni sui criteri seguiti per l'assegnazione dei compensi. In particolare l'Isvap ha puntato l'indice sul supercompenso del presidente Jonella Ligresti (2 milioni e mezzo di euro). Ha, infatti, sostenuto che, nonostante la rinuncia della Ligresti a tutti i poteri esecutivi fatta a luglio 2011, non era stato modificato l'importo lordo del suo emolumento. Morale: l'assemblea non ha approvato le politiche di remunerazione. 

I tre vicepresidenti Giulia Ligresti, Massimo Pini e Antonio Talarico riscuotono rispettivamente 837.000 euro, 1,1 milioni di euro e 2,1 milioni di euro, mentre all'amministratore delegato Emanuele Erbetta spettano circa 2 milioni (in tutti i casi sono compresi i vari incarichi nelle società controllate e collegate). Quanto al direttore generale Piergiorgio Peluso, per i suoi primi sei mesi di attività, ha ricevuto 660 mila euro. 

Passiamo ora alla corazzata del mercato assicurativo. Il Gruppo Generali continua ad avere fastidi dal suo ex presidente francese Antoine Bernheim (per un decennio il più pagato in assoluto del mercato assicurativo) al quale è saltata la mosca al naso quando ha scoperto che il suo successore, l'altro ex Cesare Geronzi, ha ricevuto una liquidazione-monstre. Senza entrare nei dettagli di questa vicenda, l'ultima assemblea triestina ha ospitato feroci critiche nei confronti di Geronzi, che ha fatto ben fruttare la sua breve permanenza a Trieste (meno di un anno) portandosi a casa 17,8 milioni di euro, comprensivi di buonuscita: un bottino che gli permette di piazzarsi tra i manager più pagati dell'intero mercato. 

Decisamente più sobrio l'emolumento dell'attuale presidente Gabriele Galateri di Genola, pari a 584.000 euro. Non solo. Forse perché scottati dai precedenti, a Galateri non sono stati accordati trattamenti di fine mandato né sono previste indennità nell'eventualità di cessazione anticipata dell'incarico. In clima di austerità, e in coerenza con i risultati dell'ultimo esercizio, i due amministratori delegati delle Generali hanno, invece, visto dimezzare la parte variabile del loro compenso. Tra bonus e compensi fissi al Ceo e direttore generale Giovanni Perissinotto sono toccati 2,35 milioni di euro contro i 3,4 milioni dell'anno precedente, mentre a Sergio Balbinot, a sua volta amministratore delegato e direttore generale del gruppo triestino con responsabilità sui mercati esteri, sono andati 2,7 milioni contro i 3,5 dell'anno prima. Il vicepresidente delle Generali, Vincent Bolloré, ha incassato 215.000 euro, i due ex vicepresidenti Francesco Gaetano Caltagirone e Alberto Nagel hanno ricevuto rispettivamente 277.000 euro e 243 mila (questi ultimi girati interamente a Mediobanca, di cui Nagel è amministratore delegato). 

Il direttore generale Raffaele Agrusti ha, invece, ricevuto un compenso di 1,57 milioni di euro (comprensivo di bonus) e il direttore generale, responsabile del mercato italiano, Paolo Vagnone, 915 mila euro. Mentre i 13 dirigenti con responsabilità strategica hanno ricevuto in totale, per soli emolumenti, 3,5 milioni (esclusi bonus, benefici non monetari e altri compensi).

A Verona, nel Gruppo Cattolica, l'amministratore delegato Giovanni Battista Mazzucchelli ha percepito un compenso (comprensivo di tutto) di 2,3 milioni di euro. Il presidente, Paolo Bedoni, ha preso 771 mila euro. Al direttore generale, Marco Cardinaletti, spettano, invece, 747 mila euro, tenendo anche conto di bonus e incentivi. 

A Bologna, nel Gruppo Unipol, il direttore generale e amministratore delegato Carlo Cimbri, ha emolumenti per 2,3 milioni, che comprendono il compenso da lavoro dipendente e il bonus. Il presidente Pierluigi Stefanini riceve 798 mila euro, il vice, Piero Collina, 207 mila. I 12 dirigenti con responsabilità strategiche incassano complessivamente circa 3,6 milioni, comprensivi di bonus. 

Come si vede, nessuno nella famiglia dei manager del settore assicurativo risente della crisi e nessuno sa cosa sia.

mercoledì 8 agosto 2012

Rc auto: è scontro frontale in Senato tra Isvap e Ania d'avanti alla Commissione Industria

Decisamente non c'è pace tra le parti contendenti. L'Isvap da una parte, per bocca del suo commissario straordinario Giancarlo Giannini, e l'Ania dall'altra. Due giganti che senza esclusione di colpi se le danno di santa ragione da mesi e mesi senza mai giungere ad una soluzione soddisfacente. L'ultimo atto della querelle infinita è andato in scena oggi in Senato. Claudio Demozzi, presidente del Sindacato degli Agenti di Assicurazione , ha commentato l’audizione in Senato, dinnanzi alla commissione Industria, del commissario straordinario dell'Isvap Giancarlo Giannini. Demozzi ha espresso sostanzialmente il suo apprezzamento e si è detto felice per i punti che Giannini è andato ad argomentare. Gli intermediari, infatti, non apprezzano la rigida posizione di Ania che si è detta contraria alle principali proposte avanzate dall'Isvap, come, ad esempio, l’introduzione obbligatoria della proposta di assicurazione auto con annessa installazione della scatola nera per ridurre l’ammontare del premio. Le compagnie, infatti, sembrano essere impermeabili a ogni spinta concorrenziale che miri a un abbattimento dei costi, di cui in primis beneficerebbero i consumatori. Ania ha già replicato al discorso parlamentare di Giannini, chiarendo la sua posizione. Ai guidatori, dunque,  non resta che aspettare l’evolversi di una situazione complicata. Intanto, il mercato dell’auto continua a cadere in picchiata e per colpa della crisi, gli italiani rinunciano alla macchina!

martedì 7 agosto 2012

Rc auto: per quanto tempo è valido l'attestato di rischio?

Per quanto tempo è valido l'attestato di rischio? La normativa che regola tutti gli aspetti dell'Rc Auto prevede che la validità dell'attestato di rischio sia di 5 anni, decorsi i quali, ad esempio, un ex assicurato che volesse acquistare un'auto nuova, pur avendo raggiunto la prima classe di merito, si vedrebbe costretto a ripartire dalla quattordicesima classe di merito, circostanza, questa, comunque facilmente aggirabile grazie alla Legge Bersani sulla Bonus/Malus che prevede la possibilità di ereditare la classe di merito di un familiare convivente pur tuttavia non essendo garantito il pagamento del medesimo premio. Questo è dovuto al fatto che ogni compagnia di assicurazione adotta criteri diversi per determinare i premi da pagare.Molta considerazione è data all’esperienza di guida, agli incidenti pregressi, alle caratteristiche del guidatore e del veicolo da assicurare. E' dunque buona norma provvedere a richiedere numerosi preventivi prima di stipulare una nuova polizza Rc Auto.

lunedì 6 agosto 2012

Rc auto: per colpa della crisi gli italiani rinunciano alla macchina!

La crisi economica, acuita dall'austerità cieca promossa dai governi europei, ha fatto si che il comparto Rc Auto fosse tra i primi a risentire della stretta dei consumi. Nessuno però poteva prevedere quanto sta accadendo, ovvero, la diminuzione assai consistente dei rinnovi delle polizze Rc Auto. Gli italiani, tartassati e in balia di un sistema economico malato, per poter sopravvivere, rinunciano all'automobile! Caro polizze, caro benzina, caro bollo auto, caro manutenzione, tutto aumenta mentre il potere d'acquisto delle famiglie diminuisce sempre più. Per molti è una presa di posizione, per altri una necessità per poter sbarcare il lunario, fatto sta che il segnale è inquietante e deve far riflettere. L'Italia e gli italiani non ce la fanno proprio più. Per non parlare delle aziende. Con i consumi fermi al palo si vedono, molto spesso, costrette a ridimensionare il proprio parco auto. Il fenomeno delle polizze non rinnovate non ha ancora raggiunto livelli eclatanti (alcune aziende, come la Zurich sostiene di non averlo notato), ma la maggior parte degli operatori confermano la sua crescita costante. "Diciamo che è più di una sensazione – commenta Michele Ferraro, agente di Allianz Ras -. Lo si nota analizzando l’arretrato in agenzia. È vero che c’è chi si dimentica di rinnovare la polizza e chi fa il "giro delle chiese" in cerca di alternative più economiche, ma per molti la rinuncia è definitiva. È uno degli aspetti della crisi, che si ripercuote anche sul numero di sinistri calcolati dai periti". L’aspetto più inquietante di questo fenomeno è che diversi proprietari di auto non assicurate circolano comunque, sfidando la sorte e mettendo a repentaglio la sicurezza di chi li incrocia per strada. A tal fine è bene ricordare che, in caso di danni a oggetti e persone da parte di veicoli non identificati o non assicurati, a intervenire è il Fondo di garanzia Consap per le vittime della strada, che per legge è tenuto a fornire un risarcimento (fino a 2 milioni e mezzo di euro per danni a persone e 500 mila euro per danni a oggetti).

lunedì 25 giugno 2012

La polizza cristalli conviene anche perché si ottiene un risparmio sulla polizza rc auto

Una stima prudente ma molto significativa indica che ogni anno in Italia sono circa un milione le auto che subiscono un danno al parabrezza. E riparare conviene per tutta una serie di motivi che vanno dal risparmio sia per la compagnia assicurativa che per l'automobilista (il costo medio di una riparazione rispetto a una sostituzione è di 5-6 volte inferiore e con la polizza cristalli è completamente rimborsata dall'assicurazione), all'attenzione all'ambiente (35 kg di CO2 in meno rispetto alla sostituzione completa del parabrezza) al semplice fatto che una riparazione oggi, anticipa una sostituzione domani. Riparare è conveniente anche per le sanzioni che possono abbattersi sull'automobilista con un parabrezza crepato. L'attuale codice della strada, infatti, impone sanzioni costose e anche piuttosto antipatiche: due punti decurtati dalla patente e multe che vanno da 80 a quasi 120 euro. A tutt'oggi sono molti gli automobilisti italiani che hanno capito l'importanza di tutelarsi e che scelgono di assicurarsi aggiungendo all'assicurazione auto anche la polizza cristalli. Oggi circa il 40% degli italiani sa che è possibile riparare il parabrezza e, grazie a poche decine di euro sul monte assicurativo, con la polizza cristalli lo si può fare gratuitamente. Basta portare l'auto e il tagliando dell'assicurazione presso un'officina convenzionata o un centro assistenza apposito (tipo Carglass) e loro si occuperanno di tutto l'iter burocratico connesso alla sostituzione del parabrezza istruendo anche la pratica con l'assicurazione. La cultura della polizza cristalli nel nostro Paese, rispetto a quanto avviene nel resto d'Europa, non è certamente ben radicata e siamo sicuramente indietro. Tuttavia si tratta di un mercato in crescita e, anche se a rilento, fa segnare ogni anno punte dell'1,5% al rialzo. In Italia, purtroppo, dietro la polizza cristalli si nasconde il malcostume delle frodi (ben l'8% del totale), in quanto il danno ai cristalli è tra quelli non sottoponibili a perizia.

sabato 23 giugno 2012

Gestire i sinistri con l'e-claims in Italia non è più una chimera!

Il termine e-claims in Italia è ancora piuttosto sconosciuto. Letteralmente e-claims sta per electronic claims, un sistema di gestione dei sinistri assai efficiente e già molto diffuso in altri Paesi. Ma che cosa è esattamente l'e-claims? Questo innovativo sistema di gestione dei sinistri comprende un range notevole di tecnologie che possono essere utilizzate ed applicate ad aree molto diverse tra loro, come i sistemi interni alle compagnie oppure quelli esterni rivolti agli utenti finali. La tecnologia può giocare un ruolo importante nel condividere l'informazione all'interno del settore e trasferire dati tra terze parti, per esempio i riassicuratori. E-claims è la creazione di un sistema "fully integrated end to end" con il quale è possibile processare i sinistri, organizzare le informazioni in una reportistica utilizzabile a vari scopi, analisi dei dati e comunicazione. Il ventaglio delle applicazioni è piuttosto ampio, il minimo comun denominatore risiede nella possibilità di utilizzare la tecnologia ai fini della gestione tecnica e non dei sinistri. Ma vediamo, in che modo l'e-claims potrebbe aiutare le compagnie assicurative? L'uso della tecnologia incrementa notevolmente la produttività e l'efficienza. Inoltre può permettere di aumentare il livello di omogeneità delle decisioni prese e di automatizzare l'accettazione di quelle richieste che non hanno bisogno di una valutazione complessa. Rispetto a metodi più tradizionali di gestione dei sinistri, l'e-claims potenzialmente potrebbe offrire un certo numero di vantaggi come: 

  • maggiore efficienza e risparmio dei costi;
  • maggior consistenza nell'approccio tra decisori e team decentralizzati;
  • audit trails affidabili;
  • pulizia e accessibilità ai dati;
  • reporting e gestione delle informazioni;
  • compliance con i limiti autorizzativi;
  • miglioramento del servizio a livello interno ed esterno;
  • riduzione dei tempi di gestione;
  • migliore gestione strategica dei sinistri;
  • riduzione del numero dei sinistri che richiedono ulteriori analisi;
  • riduzione dei ritardi di notifica;
  • Identificazione dei settori in cui gli operatori potrebbero necessitare di maggiore training.
L'e-claims ha anche delle implicazioni importanti per quanto concerne il disegno dei prodotti e la distribuzione: potrebbe permettere di monitorare la correlazione tra le dichiarazioni degli assicurati e l'esperienza dei sinistri e, di conseguenza, suggerire cambiamenti nel processo di sottoscrizione dei rischi, oppure, rilevando trend precisi di sinistri legati a specifici canali di distribuzione. Un uso ottimale dell'informazione per migliorare l'operatività e la strategia decisionale può creare un vantaggio competitivo notevole.

martedì 12 giugno 2012

Rc auto: Cattolica punta sulla personalizzazione del sinistro

Cattolica punta decisamente sulla personalizzazione del sinistro. A dirlo è Paolo Masini, direttore sinistri del gruppo Cattolica che ha fornito una lucidissima analisi, a 360 gradi, in merito al comparto nel contesto economico-sociale attuale. "Dobbiamo tenere conto - dice Masini - di una serie di fattori che stanno condizionando tutto il mercato: la crisi economica, unita a una maggiore consapevolezza, spinge il cliente a cercare oggi il miglior mix costo-servizio anche nell'acquisto di una polizza Rc auto. Il risarcimento diretto ha avvicinato l'assicurato alla compagnia nel momento più delicato, che è quello dell'incidente. Noi abbiamo diversificato la gestione del sinistro con l'obiettivo di essere a fianco del cliente e di rendere efficiente e rapida la definizione del danno e la sua liquidazione. La diversificazione può essere attuata per: tipologia di sinistro, Card 2 firme; Card con lesioni; per ramo (Rca, danni ai beni, responsabilità civile generale); per rete distributiva - agenti, bancassurance, internet; per clienti, soci, clero, dipendenti. Ogni diversificazione ha un suo percorso e coinvolge soggetti diversi. Così il sinistro Rca con piccoli danni è preso in carico dalla rete peritale con autonomia liquidativa, mentre i sinistri Cvt vengono accentrati in un unico ufficio di direzione. Gli incidenti del clero che hanno polizze su misura sono gestiti da periti e liquidatori specializzati e per gli infortuni ci sono le visite mediche degli ispettorati territoriali. La segmentazione del rischio genera una quantità di dati che devono essere gestiti da un grande sistema It online che interagisce con tutti i device di comunicazione (sms, mail, posta, telefono, web), e ha l'obiettivo di razionalizzare e rendere più efficiente l'organizzazione del lavoro con focalizzazione delle competenze, riduzione del tempo di gestione del sinistro, minori probabilità di incorrere in sanzioni e una maggior fidelizzazione del cliente. Oltre naturalmente a ridurre i costi e a riuscire a pagare indennizzi adeguati".

sabato 9 giugno 2012

Zurich lancia Columbo Program un innovativo sistema investigativo antifrode nel campo della Rc auto

Il gruppo Zurich, presente in 170 Paesi, ha messo a punto "Columbo Program", un innovativo sistema investigativo antifrode nel campo dell'Rc auto, che prende il nome dal famoso tenente Colombo dell'omonima serie di telefilm. Questo programma investigativo, già attivo in diversi Paesi, tra cui l'Italia, l'Inghilterra, il Sudafrica e gli Stati Uniti d'America, verrà presto esteso agli altri principali mercati dove è presente il gruppo, dal Canada al Giappone, dalla Russia all'Australia, dalla Germania alla Turchia. Si tratta di un approccio investigativo, di un contrasto di sistema alla criminalità che ha come obiettivo quello di velocizzare la gestione dei sinistri veri, di radicare la cultura antifrode, di sfruttare le competenze mondiali, di aumentare del 30% il numero delle frodi scoperte nel campo delle assicurazioni Rc auto. La filosofia è non aspettare, ma andare a vedere cosa sta succedendo. Per farlo occorrono molte informazioni e, soprattutto, riuscire a metterle a confronto: se i dati di ogni perito non circolano, non diventano patrimonio aziendale, non si riesce mai a scoprire se una stessa persona ha provocato ripetuti diversi incidenti, per esempio, a Torino e Taormina o in Francia, Olanda e spagna. Non basta ancora: accade che non è sempre lo stesso individuo a restare vittima di un sinistro, una volta può essere la moglie, o l'amico, il collega di lavoro o un lontano parente. E' necessario, insomma, analizzare se alcune persone fanno parte, anche alla lontana, di un network, e sono in qualche modo collegati. "Enablers NetReveal", un motore di ricerca che lavora in esclusiva per Zurich e che è derivato da quelli in uso ai servizi segreti inglesi, dopo aver immagazzinato tutti i dati a disposizione delle compagnie del gruppo sugli importi più importanti o ricorrenti, va appunto alla ricerca di legami tra le persone ed evidenzia i "soft", ma soprattutto gli "hard links", che vengono segnalati agli investigatori. Se su un milione di reti di relazioni solo il 10% è votato alle truffe alle compagnie, i danni potrebbero essere enormi: per questo è meglio anticiparli, prevenirli, andando a scovare chi fa parte del network.

venerdì 8 giugno 2012

Rc auto: la norma sul colpo di frusta potrebbe generare un risparmio del 10% sul premio da pagare

Le norme in materia di Rc auto contenute nella nuova legge sulle liberalizzazioni contengono alcuni provvedimenti di valore, ma anche alcune incongruenze. Un contributo nella lotta all'evasione dell'obbligo assicurativo può venire dalle nuove norme sulla dematerializzazione del contrassegno e la loro sostituzione o integrazione con sistemi elettronici o telematici, anche in collegamento con banche dati e prevedendo l'utilizzo di mezzi tecnici di controllo e rilevamento a distanza come le telecamere. E' auspicabile che almeno una parte di queste norme venga applicata in anticipo rispetto al termine previsto di due anni. E' fondamentale anche la norma sul colpo di frusta, secondo cui il danno alla persona per lesioni di lieve entità viene risarcito solo in seguito a un riscontro medico-legale da cui risulti accertata l'esistenza della lesione. Questa norma può permettere un calo delle tariffe nell'ordine del 10% a livello nazionale, e anche notevolmente superiore in alcune aree del Sud, come Taranto e Crotone, in cui le microlesioni sono particolarmente diffuse. Nella nuova legge sulle liberalizzazioni vi è invece un'altra norma che non ha alcuna logica, ovvero quella che prevede la riduzione da 5 a 2 giorni non festivi del termine entro cui deve essere effettuata l'ispezione per accertare l'entità del danno ai beni danneggiati. Questa norma va nella direzione opposta a quella voluta e favorisce le truffe, perché in realtà rende più difficile l'accertamento del danno: due giorni sono davvero troppo pochi. Per quanto concerne, invece, la querelle sulla tariffa unica nazionale, c'è da dire che è prevista solo la medesima tariffa a parità di condizioni oggettive e soggettive e quindi, in realtà, la norma non determina sostanziali novità rispetto all'attuale situazione. Nel 2010 il 73% degli assicurati a Napoli e il 62% a livello nazionale si trovava in prima classe di bonus malus: un anno dopo, il 13% dei primi aveva provocato un incidente, quasi il doppio rispetto alla media italiana del 7,3% della prima classe di bonus malus.

giovedì 7 giugno 2012

Nasce Sposami, l'assicurazione proteggi matrimonio!

"Sposami" è un'assicurazione proteggi matrimonio che mette al sicuro le coppie da ogni imprevisto che può accadere prima o durante il giorno delle nozze. La polizza, già diffusa all'estero, arriva per la prima volta in Italia grazie a Filo Diretto e copre tutte le spese legate all'eventuale annullamento del matrimonio. Se per infortunio, motivi di salute degli sposi o dei familiari più stretti, o anche per un ripensamento della coppia le nozze saltano, l'assicurazione coprirà penali e spese già sostenute per la chiesa, il pranzo, il viaggio di nozze, ma anche per voli aerei e hotel già prenotati per gli invitati da parte degli sposi. La polizza copre anche la responsabilità civile per eventuali incidenti, come il tappo di champagne che va a infrangere la vetrata del '700 durante il rinfresco, e la tutela legale per rifarsi su fornitori inadempienti, come il fotografo che non si presenta alla cerimonia, l'addobbo floreale, il menù o la torta che si rivelano diversi da quelli pattuiti. Quanto ai costi, il pacchetto base, che copre fino a 12.000 euro in caso di annullamento, costa 197 euro. Ma si possono avere pacchetti personalizzati con diversi massimali e garanzie. Persino in caso di perdita del lavoro di uno degli sposi, al quale sarà corrisposto l'80% dello stipendio per 6 mesi, fino a un massimo di 2.500 euro.

mercoledì 30 maggio 2012

Sun power plan è la soluzione assicurativa che protegge gli impianti fotovoltaici

RSA, branch italiana del Gruppo britannico RSA, compagnia leader nel mondo nel settore assicurativo delle energie rinnovabili, presenta Sun Power Plan, la soluzione assicurativa che protegge gli impianti fotovoltaici con potenza nominale fino a 300 kWp e gli impianti solari termici a uso domestico o aziendale. Sun Power Plan è stata pensata da RSA a protezione degli impianti fotovoltaici e solari termici da quegli eventi accidentali, danni materiali, guasti o furto, che potrebbero comprometterne l'utilizzo. E' inoltre prevista una copertura anche per la responsabilità civile. In caso di danni materiali e diretti all'impianto assicurato, sono davvero ampie le coperture previste da Sun Power Plan: sono sempre inclusi i danni derivanti da incendio, fulmine, esplosione e scoppio, grandine, atti di terrorismo e sabotaggio organizzato. Sono compresi anche i danni causati o prodotti dall'assicurato, da terzi o per ordine delle autorità allo scopo di impedire o di arrestare il danno e la copertura delle eventuali spese sostenute per demolire, sgombrare, distruggere, trasportare e scaricare i materiali residui del sinistro. Per una protezione all risks, Sun Power Plan prevede la possibilità di estendere le coperture anche ai danni derivanti dal furto e da guasti accidentali all'impianto di tipo meccanico ed elettronico. Si può includere inoltre la copertura "Ricorso Terzi" per quei danni materiali e diretti causati alle cose di terzi, a seguito di incendio o di altro sinistro per i quali sia ritenuto responsabile l'assicurato. Per gli impianti fotovoltaici, in caso di fermo totale a seguito di un sinistro indennizzabile, è possibile poi prevedere il pagamento all'assicurato di un'indennità giornaliera fino a un massimo di 90 giorni. In tema di Responsabilità Civile, Sun Power Plan copre l'assicurato quando sia ritenuto responsabile per danni involontariamente cagionati a terzi per morte, lesioni personali e danneggiamenti a cose, in conseguenza di un fatto accidentale causato dall'impianto assicurato.

giovedì 17 maggio 2012

Arriva la polizza sulle calamità naturali

Arriva la polizza sulle calamità naturali. Saranno previsti degli incentivi fiscali a invarianza di gettito, con la deducibilità anche parziale del premio dalla base imponibile per il contribuente per chi si doterà della polizza. Ma prima la nuova protezione civile dovrà effettuare una mappatura del rischio nel Paese e verificare i dati percentuali sull'entità dei contributi pubblici finora concessi in caso di stato di emergenza. Per finanziare questa nuova garanzia si ricorrerà all'aumento, non superiore di 5 centesimi di euro della benzina e del gasolio. E' quanto stabilisce il decreto legge 15 maggio 2012 numero 59, disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 maggio.

Il governo punta alla diffusione sul territorio della prassi di avere, per le abitazioni private una copertura dei rischi derivati da calamità naturali. L'articolo 2 del decreto legge stabilisce che "al fine di garantire adeguati, tempestivi e uniformi livelli di soddisfacimento delle esigenze di riparazione e ricostruzione di beni immobili privati destinati ad uso abitativo, danneggiati o distrutti da calamità naturali, possono essere estese ai risci derivanti da calamità naturali le polizze assicurative contro qualsiasi tipo di danno a fabbricati di proprietà di privati".

Per favorire la diffusione di coperture assicurative contro i rischi di danni derivanti da calamità naturali, è previsto un regolamento su misura per i premi (relativi all'assicurazione per danni, per la quota relativa alle calamità naturali, ovvero relativi a contratti di assicurazione appositamente stipulati a copertura dei rischi di danni diretti da calamità naturali ai fabbricati di proprietà di privati a qualunque uso destinati). Il regolamento da emanarsi a cura della presidenza del consiglio e del ministero dell'economia e delle finanze, dovrà essere formulato secondo i seguenti criteri:

  • estensione della copertura assicurativa del rischio calamità naturali nelle polizze che garantiscono i fabbricati privati contro qualsiasi danno;
  • esclusione, anche parziale, dell'intervento statale per i danni subiti da fabbricati;
  • incentivazioni di natura anche fiscale, nel rispetto del principio dell'invarianza di gettito, tramite regimi agevolativi all'imposta sul premio di assicurazione ovvero la deducibilità, anche parziale, del premio dalla base imponibile ai fini Irpef e Ires dell'assicurato;
  • previsione di un regime transitorio, anche a fini sperimentali ovvero di prima applicazione.
Per la stipulazione del regolamento il dipartimento della protezione civile provvede ad acquisire e trasmettere ai ministeri, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, ogni elemento necessario per la valutazione degli effetti derivanti dall'introduzione del regime assicurativo di cui al comma 1, in particolare una mappatura del territorio per grado di rischio; una stima della platea dei soggetti interessati; i dati percentuali sull'entità dei contributi pubblici finora concessi in caso di stato d'emergenza; la simulazione dei premi, suddivisi per tipologia di copertura assicurativa. 

Il decreto, che entra in vigore oggi, stabilisce che agli oneri connessi agli interventi che conseguono eventi calamitosi si provvede con le risorse del fondo nazionale della protezione civile. Se utilizzato il fondo di riserva per le spese impreviste, questo dovrà essere reintegrato. Come? Il decreto prevede con le maggiori entrate derivanti dall'aumento dell'aliquota dell'accisa su benzina e gasolio. Misura che non dovrà superare i 5 centesimi di euro. Nel provvedimento, inoltre, si introduce la possibilità di assicurare le abitazioni private, su base volontaria, contro il rischio di calamità.

mercoledì 16 maggio 2012

Rc auto: rincari medi del 3,7%

Gli italiani al volante, distratti dai rincari senza fine della benzina, forse non se ne sono accorti, ma nel 2011 la corsa verso l'alto delle tariffe Rc auto ha subito una frenata. A sostenerlo è uno studio realizzato da Aiba in collaborazione con Iama Consulting. Dai dati emersi dall'indagine risulterebbe che nel 2011 le tariffe sono aumentate in media del 3,7%, che confrontato con il +12,2% di fine 2010 è il segnale di un'evidente frenata. Del resto, gli indicatori tecnici del ramo sono in miglioramento e se è vero che rimangono ancora in zona rossa la causa va ricercata nelle stagioni passate, dato che le gestioni correnti di molte compagnie fanno già registrare valori profittevoli di combined ratio, grazie all'effetto dell'aumento della raccolta premi e della riduzione del costo dei sinistri di competenza, determinato principalmente dalla diminuzione della frequenza dei sinistri. Questi sono solo alcuni dei dati che emergono dall'ultima edizione dell'Osservatorio Auto realizzato sulla base dell'analisi dei prezzi di listino applicati dalle compagnie di assicurazione che non tengono conto della flessibilità tariffaria concessa dalle imprese alle proprie reti di vendita. I dati sono stati raccolti da Check-It-Auto, lo strumento professionale dei broker Aiba per la comparazione delle tariffe auto e delle garanzie aggiuntive. L'analisi dell'Osservatorio utilizza, per ogni compagnia, un campione fisso di 15 profili diversi di assicurati residenti in 20 differenti capoluoghi di provincia.

giovedì 10 maggio 2012

L'Isvap sospende l'obbligo di confronto delle polizze rc auto

Per ora, niente obbligo di confronto fra le polizze a cui gli agenti erano vincolati. Lo ha deciso L'Isvap, con una comunicazione ufficiale firmata dal Presidente Giancarlo Giannini. L'Authority - recita una nota di Claudio Demozzi, Presidente dello Sna - ha sospeso la procedura "per il tempo necessario alla predisposizione della normativa". L'obbligo di confronto, a cui l'articolo 34 del decreto liberalizzazioni aveva sottoposto le reti agenziali, è stato definito da Demozzi "una vera e propria beffa". Il Presidente dello Sna, come è noto, sostiene una posizione del tutto diversa: oltre a spingere per il plurimandato obbligatorio, infatti, Demozzi chiede che agli agenti sia aperta "la possibilità di vendere polizze di diverse compagnie (l'accesso alla cosiddetta pluriofferta, ovvero la collaborazione tra intermediari oggi vietata)". In ogni caso, conclude il leader sindacale, "la sospensione dell'applicazione ci conferma la correttezza del nostro operato". Intanto, l'Isvap ha dato avvio al primo dei provvedimenti attuativi, che riguarda le polizze vita. La misura definisce i contenuti minimi dei contratti e le modalità di presentazione dei preventivi, con il fine di agevolare i clienti nel confronto tra i prodotti. L'intermediario (che, in questo caso, è quasi sempre una banca) dovrà fornire tre preventivi al consumatore; di questi, due dovranno essere di altre compagnie non collegate al mediatore. L'Isvap ha previsto, inoltre, che il cliente abbia la libertà di ricercare sul mercato una polizza più conveniente entro 10 giorni; la banca dovrà fornirgli una nota scritta sui contenuti minimi della polizza. I provvedimenti attuativi del decreto liberalizzazioni potrebbero rivelarsi il canto del cigno per l'Authority sulle assicurazioni: un intervento legislativo promosso dal ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, intenderebbe, infatti, trasferire la vigilanza del settore assicurativo (ma anche quella dei fondi pensione) sotto la Banca d'Italia.

mercoledì 9 maggio 2012

Nobis Assicurazioni proporrà polizze rc auto

Nobis Assicurazioni, società specializzata nei rami danni, è intenzionata a chiedere l'autorizzazione per operare anche nel settore dell'Rc auto e, a tal fine, ha già provveduto a rafforzare il proprio capitale portandolo a 5 milioni di euro. Questa giovane SpA, operativa dal mese di agosto del 2008, è specializzata nel canale delle concessionarie d'auto, e conta infatti tra i suoi azionisti la Investimenti industriali, società di cui è azionista al 50% Andrea Agnelli, tramite la holding di partecipazioni Lamse. Quella di Agnelli è, comunque, solo una partecipazione di minoranza in una compagnia controllata per il 75% dall'Intergea. Società, presieduta da Alberto Di Tanno, specializzata in tutto il comparto auto, che rappresenta ormai il punto di congiunzione di 50 concessionarie. Un bacino che rappresenta lo zoccolo duro della clientela della compagnia guidata da Salvatore Passaro, che aveva preso le mosse con l'ex nome di Intergea Assicurazioni.

giovedì 3 maggio 2012

Rc auto: il ministero dello sviluppo economico boccia la tariffa unica

La tariffa unica nazionale, valevole da Nord a Sud, per gli automobilisti più virtuosi, non è applicabile. Il Ministero dello Sviluppo Economico con una nota ha stabilito che la norma prevista dall'articolo 32 della legge Cresci Italia in conversione del decreto sulle liberalizzazioni, risulta in contrasto con il principio di libertà tariffaria di cui godono le compagnie d'assicurazione. Il provvedimento, pensato per eliminare le grandi disparità tariffarie esistenti da Palermo a Milano, stabilisce che per le massime classi di sconto, a parità di condizioni soggettive e oggettive, ciascuna compagnia deve praticare identiche offerte. Una formulazione di non facile interpretazione per l'Isvap, che ha chiesto un chiarimento al Ministero, ricevendo una risposta che di fatto è una sonora bocciatura per la tariffa unica per i virtuosi del volante. In sostanza, il Ministero afferma che non si può escludere la territorialità nell'analisi del rischio, un parametro importante nella costruzione personalizzata della tariffa. Il livellamento nazionale delle tariffe a beneficio degli assicurati di alcuni territori, aggiunge il Ministero, di fatto creerebbe un doppio danno agli assicurati di altri territori e un peggioramento tariffario per gli assicurati delle classi di minore sconto dello stesso territorio oggetto di tale beneficio. Contro la decisione del Ministero protestano Adusbef e Federconsumatori: "Siamo di fronte ancora una volta alla volontà di non intervenire in un settore dove invece ce ne sarebbe bisogno alla luce di incrementi tariffari che, solo nell'ultimo triennio, sono arrivati al 32%, in media 311 euro in più a cliente". Secondo le due associazioni, poi, "il concetto di territorialità potrebbe essere rivisto e contemplare un'articolazione più ampia anche a livello comunale". Polemica infondata per il sottosegretario allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti: "Tale norma si ispira ai principi di equità e di corretta ripartizione del rischio tra gli assicurati". Se la norma di fatto è stata bocciata, continuano invece a crescere le differenze Nord-Sud in materia di Rc auto. Secondo un'analisi di Supermoney, comparatore online, un medico di 42 anni in prima classe di merito e un attestato di rischio immacolato a Napoli paga in media oltre 1000 euro, il 240% in più rispetto ad un collega di Padova (310 euro), o di Milano (315 euro).

sabato 28 aprile 2012

La polizza infortuni globale di Axa e il nodo della franchigia

Una parte delle condizioni contrattuali che spesso genera controversie con la clientela è rappresentata dalle franchigie. Anche in questo caso, la nota informativa aiuta a superare le aree di incertezza. Nella polizza Infortuni Globale di Axa, se il contraente ha sottoscritto la copertura di invalidità permanente nella forma con franchigia sull'intera somma assicurata, l'indennizzo verrà calcolato in quattro modalità:

  • sulla parte fino a 150.000 euro di somma assicurata, l'indennizzo è dovuto con applicazione di una franchigia del 3% sul grado di invalidità permanente accertato;
  • sulla parte eccedente 150.000 euro e fino a 250.000 euro l'indennizzo è dovuto con applicazione di una franchigia del 5% sul grado di invalidità permanente accertato;
  • sulla parte eccedente 250.000 euro e fino a 500.000 euro l'indennizzo è dovuto con applicazione di una franchigia del 10% sul grado di invalidità permanente accertato;
  • sulla parte eccedente 500.000 euro di somma assicurata l'indennizzo è dovuto con applicazione di una franchigia del 15% sul grado di invalidità permanente accertato.
La polizza di Axa, peraltro, prevede anche la possibilità di aderire alla forma senza franchigia sul primo scaglione. In questo caso l'indennizzo verrà calcolato in base alle seguenti modalità: 

  • sulla parte fino a 100.000 euro di somma assicurata l'indennizzo è dovuto senza alcuna franchigia sul grado di invalidità permanente accertato;
  • sulla parte compresa tra 100.000 euro e 250.000 euro, si applica una franchigia del 5% sul grado di invalidità permanente accertato;
  • sulla parte fra i 250.000 euro e i 500.000 euro, la franchigia sale al 10%;
  • infine, sulla parte oltre i 500.000 euro assicurati l'indennizzo è dovuto con applicazione di una franchigia del 15% sul grado di invalidità permanente accertato. 
La polizza di Axa prevede anche una formula con franchigia modulare sul primo scaglione. Se, invece, l'assicurato non sceglie questa versione, nel caso di una somma assicurata di 200.000 euro e invalidità permanente accertata del 6%, il calcolo dell'indennizzo viene così effettuato:

  • sulla somma fino a 100.000 euro è riconosciuta l'intera percentuale del 6% (il valore di indennizzo è di 6.000 euro);
  • oltre i 100.000 euro si applica la franchigia del 5% (per un importo di 1.000 euro). L'indennizzo liquidato è, dunque, di 7.000 euro.

giovedì 26 aprile 2012

Abolito il rating minimo per i titoli pubblici

Forse non tutti sanno che dal 18 gennaio 2012 l'Isvap ha eliminato il requisito del rating minimo per i titoli pubblici compresi nelle riserve delle polizze index linked. Un provvedimento varato per evitare evitare ripercussioni del declassamento dell'Italia sulle scelte d'investimento dei gestori assicurativi. Il precedente regolamento sulle index linked prevedeva che, a fini di copertura delle riserve, potessero essere utilizzati titoli provvisti di un rating minimo "A-" attribuito da almeno due primarie agenzie. Il punteggio sul debito sovrano italiano dato da Standard & Poor's, Fitch e Moody's continuava a scendere e minacciava di far scattare la clausola di esclusione sui titoli pubblici e, a seguire, sulle obbligazioni societarie coinvolte nel medesimo declassamento. Con il risultato, per le compagnie, di dover vendere in perdita i bond (viste le condizioni di mercato). Il regulator assicurativo ha pertanto deciso di giocare d'anticipo escludendo dal requisito del rating l'intera categoria dei titoli obbligazionari emessi da stati appartenenti allo Spazio Economico Europeo.

sabato 21 aprile 2012

Caro Rc auto e disdette immotivate al Sud. Possibile intervento dell'UE

L'Italia rischia l'apertura di una procedura di infrazione da parte dell'Unione Europea a causa del caro Rc auto e delle disdette immotivate eseguite dalle compagnie d'assicurazione in alcune regioni del Sud, come Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. L'associazione Mo Bast!, infatti, ha raccolto migliaia di firme e denunciato innumerevoli irregolarità al Parlamento europeo, che si è immediatamente attivato. La Commissione per le petizioni dell'Aula di strasburgo ha già inviato lettera e sollecito all'Isvap, l'autorità che dovrebbe tutelare il settore, e all'Ania, l'associazione che rappresenta le compagnie italiane, per chiedere spiegazioni in merito all'abbandono di intere aree del Mezzogiorno, all'ipotesi di cartello tra le società d'assicurazione e alla discriminazione tariffaria degli automobilisti residenti in alcune aree del Paese. Finora, però, non è stata data nessuna risposta.

venerdì 13 aprile 2012

Scopriamo la polizza infortuni Universo Persona di Allianz

Con la polizza infortuni Universo Persona, Allianz riconosce, in caso di invalidità permanente, un indennizzo in forma di capitale a protezione del tenore di vita, oltre a un ulteriore importo a risarcimento di invalidità che rechino danno alla vita di relazione. In caso di infortunio totalmente invalidante offre, in aggiunta al capitale assicurato per invalidità permanente, una rendita vitalizia immediata e rivalutabile, a copertura del mancato reddito. Nell'eventualità di decesso dei genitori, entrambi assicurati in polizza per il caso morte, la polizza riconosce ai figli minorenni o portatori di handicap (anche se maggiorenni) un indennizzo maggiorato del 50%. Per quanto riguarda la protezione per la perdita temporanea del reddito, la polizza Universo Persona di Allianz prevede una diaria giornaliera per ricovero, convalescenza e ingessatura nel caso di infortuni che comportino un fermo dell'attività lavorativa. Va sottolineato che, anche in assenza di ricovero, è inoltre prevista una diaria per inabilità temporanea per ogni giorno di totale o parziale incapacità lavorativa, oppure un importo giornaliero per un massimo di dieci giorni a risarcimento di piccole spese impreviste sostenute a seguito dell'infortunio.

giovedì 12 aprile 2012

Da Unipol una polizza Rc auto basata sul meccanismo Unibox

Unipol, dopo una sperimentazione avviata nel 2003, ha messo in commercio una polizza Rc auto, denominata "Km Sicuri" e basata sul meccanismo Unibox, che ricalca il tradizionale antifurto satellitare, adattato per consentire la completa tracciabilità del veicolo. E per generare un flusso di dati, attraverso cui la compagnia può ricavare le informazioni relative all'utilizzo del veicolo (spostamenti, fermi o impatti, e, naturalmente la percorrenza chilometrica). Lo scopo è, infatti, quello di proporre tariffe a consumo, personalizzate in base alle esigenze dei clienti. Il prodotto è stato realizzato in outsourcing grazie alla collaborazione con Octo Telematics, società specializzata in sistemi e servizi telematici per il mercato assicurativo e automotive, che ha conquistato una notevole fetta di mercato delle blackbox legate alle polizze. All'interno del sistema è collocato un accelerometro, e cioè un chip in grado di registrare gli urti che il veicolo subisce in termini di velocità di accelerazione. Inoltre il sistema Gprs, su cui si basa il dispositivo, genera un flusso di dati attraverso cui la compagnia può ricostruire la dinamica degli urti. Grazie ad Unibox si può verificare se c'è stato l'impatto, dove si è verificato, con quale intensità è avvenuto e valutarne le possibili lesioni fisiche conseguenti. In tal modo si ha l'opportunità di tutelare la compagnia da eventuali frodi o esagerazioni dolose del danno. Per non parlare dell'importanza di un sistema di rilevamento satellitare in caso di furto, grazie alla possibilità di tracciare il percorso compiuto dal veicolo dopo il sinistro. Anche nel caso in cui l'autovettura venga trasportata. Sfortunatamente si tratta di uno strumento non ancora riconosciuto ufficialmente come prova nei contenziosi giudiziari. La riduzione dei costi dei sinistri in presenza di questo dispositivo consentirà alla compagnia di applicare sconti sulle polizze Rc auto degli automobilisti più virtuosi. L'impiego delle scatole nere sembra rafforzare la convinzione che è alla base delle prossime disposizioni di legge in fatto di Rc auto. Tuttavia appare spinosa la questione relativa ai costi dell'apparecchiatura. Da quanto si comprende dalle nuove disposizioni di legge, tutti i costi dei dispositivi installati sui veicoli dovranno essere a carico della compagnia. Questo rischia di avere un effetto boomerang sugli assicurati. A oggi i clienti pagano l'Iva sui costi che sostengono per Unibox. Se quegli stessi costi fossero a carico delle compagnie, che non recuperano l'Iva, finirebbero col riversarsi, in termini di aumenti, sui clienti, siano questi la totalità o i soli sottoscrittori di polizze pay per use. Ciò finisce inevitabilmente per erodere, in buona parte, il vantaggio economico che la legge si propone di offrire agli assicurati. Per non parlare della doppia imposizione fiscale, nella quale incorrerebbero, di fatto, dal momento che il premio finale di polizza viene nuovamente gravato da tassazione.

mercoledì 11 aprile 2012

Rc auto: cresce il fenomeno dell'evasione e delle polizze fittizie di compagnie fantasma

Dopo le denunce e le segnalazioni dello scorso anno, l'Isvap ha reso noto che continuano a circolare sul mercato polizze fittizie da parte di numerose compagnie fantasma, o società che non avrebbero i titoli per stipulare polizze Rc auto. Il proliferare di queste fantomatiche compagnie si coniuga con il crescente numero di automobilisti e motociclisti totalmente privi di assicurazione obbligatoria Rc auto. Il risultato è un quadro veramente sconfortante. Il 2011 resterà, infatti, tristemente noto come l'anno dell'aumento eccezionale dei veicoli che viaggiano senza copertura assicurativa, molti dei quali con tagliandi falsi esposti in bella vista sul parabrezza.

Gli elevati costi delle assicurazioni auto in Italia negli ultimi anni hanno contribuito ad alimentare indirettamente la nascita di compagnie assicurative fantasma, in cui sono incorsi numerosi automobilisti alla ricerca di polizze low cost. I contratti fasulli vengono venduti a prezzi stracciati, allettando gli automobilisti anche attraverso la concessione di polizze temporanee della durata compresa fra 3 e 15 giorni. Solo tra aprile e maggio 2011, i casi di compagnie fantasma denunciati dall'Isvap sono stati più di dieci.

Negli ultimi 12 mesi sono state 35 le compagnie fantasma smascherate dalle autorità e tra il 2002 e il 2010 quasi un centinaio. Secondo una stima dell'Aci, in Italia circolano 3,5 milioni di auto senza assicurazione, vale a dire 7 veicoli su 100; le infrazioni rilevate dalle forze dell'ordine per mancanza di copertura Rc auto sono state 100.000 nell'ultimo anno, e hanno rappresentato il 3% del totale delle frodi assicurative accertate. Inoltre, gli indennizzi del Fondo di Garanzia per incidenti causati dai veicoli senza Rc auto sono stati 22.000 nel 2010, in aumento del 10% negli ultimi 3 anni.

Questo fenomeno (affiancato ad una sempre maggiore tendenza a risarcire i piccoli danni alla controparte di tasca propria, per evitare di peggiorare la classe di merito) è alla base della diminuzione dei sinistri denunciati alle assicurazioni per il 2010, con una frequenza scesa al 7,37% contri il 7,77% del 2009. Ciò si riflette anche in un decremento del numero di automobilisti che nel 2012 rinnoveranno le polizze con un peggioramento della classe di merito. Ma la manovra appena attuata dal Governo Monti ha preso di mira anche gli evasori della Rc auto attraverso la legge di stabilità, votata dalla maggioranza del Parlamento a conclusione del 2011. Obiettivo principale: ridurre l'evasione assicurativa, cioè debellare una percentuale pari a circa il 10% di automobilisti che circolano sulle strade italiane totalmente fuori legge.

Con l'avvento del nuovo anno, infatti, è stata introdotta un'ulteriore modifica al codice della strada, che mira a individuare e sanzionare ogni tipologia di frode perpetrata ai danni di una compagnia assicurativa. Infatti, i trasgressori avranno sicuramente di che preoccuparsi, a seguito dell'introduzione dei controlli incrociati tra i numeri di targa e i database forniti dalle compagnie. Inoltre, i numerosi dispositivi automatici collocati sulle nostre strade per rilevare la velocità o i dati del traffico (telecamere, Tutor e autovelox), saranno in grado di fornire ogni documentazione utile riguardo la polizza Rc auto, riuscendo a verificare anche l'effettiva copertura assicurativa. La documentazione fotografica proveniente dagli autovelox avrà pieno valore legale per esaminare la validità della polizza sottoscritta.

La legge di stabilità ha, inoltre, modificato l'articolo 193 del codice della strada, che impone l'obbligo di circolare solo se coperti da una polizza di responsabilità civile verso terzi, aggiungendo tre nuovi commi di questo genere: "L'accertamento della mancanza di copertura assicurativa obbligatoria del veicolo può essere effettuato anche mediante il raffronto dei dati relativi alle polizze emesse dalle imprese assicuratrici con quelli provenienti dai dispositivi o apparecchiature di cui alle lettere e), f) e g) del comma 1-bis dell'articolo 201, omologati ovvero approvati per il funzionamento in modo completamente automatico e gestiti direttamente dagli organi di polizia stradale".

Gli automobilisti saranno invitati dalle forze dell'ordine a esibire il contrassegno di assicurazione; in caso contrario, si vedranno applicare le sanzioni già previste per questo tipo di illecito, ovvero una multa da 798 a 3.194 euro, oltre al sequestro del veicolo. Le prime verifiche applicate con la nuova tecnica di controllo sono già in atto, ma solo nei prossimi mesi, dati e statistiche alla mano si potrà capire e valutare se le novità introdotte saranno in grado di debellare, o quanto meno di diminuire sensibilmente, il fenomeno dell'evasione Rc auto.

Certamente si può fina da ora affermare che si tratterà di una sorpresa senz'altro amara per tutti quegli automobilisti che confidavano di aver stipulato una polizza a norma di legge e che, purtroppo, sono invece incappati in contratti emessi da compagnie fantasma. Proprio per rafforzare la vigilanza su questo fenomeno ed evitare tale sgradita sorpresa agli automobilisti, l'Isvap ha inaugurato una nuova sezione sul proprio sito ufficile, che permette di visualizzare l'elenco completo delle compagnie abilitate ad operare. Questo, unito a una certa dose di prudenza e alle misure governative recentemente introdotte, sicuramente contribuirà a migliorare la situazione in un campo minato come quello della Rc auto.

martedì 10 aprile 2012

Una nuova polizza multirischio per gli uffici da Reale Mutua

Reale Mutua vara una polizza multirischio per coprire i rischi legati alla gestione di un ufficio. La polizza, denominata Protezione Ufficio Reale, può coprire fino a cinque vani nell'ambito dello stesso contratto e offre uno sconto ai clienti che ne assicurino almeno tre. L'offerta, inoltre, promette a imprenditori e professionisti di personalizzare coperture e importi assicurati. Protezione Ufficio Reale prevede, tra l'altro, la garanzia incendio, che promette di coprire tutti i sinistri in grado di compromettere il funzionamento degli uffici (combustioni, appunto, ma anche corti circuiti che rechino danni agli impianti, allagamenti e le spese di ripristino). Presenti anche le garanzie assistenza, tutela legale, furto, cristalli, elettronica e responsabilità civile terzi.

sabato 31 marzo 2012

Assicurazione sociale Aspi a partire dal 2013

Si chiamerà Aspi, Assicurazione sociale per l'impiego, e sostituirà l'attuale assegno di disoccupazione e l'indennità di mobilità che accompagna i prepensionamenti. L'assicurazione durerà un anno per i lavoratori fino a 54 anni e 18 per gli over 55 e potrà arrivare fino ad un massimo di 1.119,20 euro mensili per il primo semestre. Trascorso il quale, l'indennità subisce una decurtazione del 15% ogni sei mesi. L'Aspi entrerà in vigore definitivamente nel 2017 e in forma sperimentale verrà introdotta il prossimo anno. A conti fatti, l'assicurazione sarà più alta dell'attuale indennità di disoccupazione e verrà estesa anche agli apprendisti e agli artisti, ma sarà più bassa rispetto all'attuale indennità di mobilità. Esclusi dall'Aspi circa un milione di lavoratori precari.

martedì 27 marzo 2012

L'evoluzione multirischio delle polizze casa

L'evoluzione multirischio delle tradizionali polizze casa ha fatto si che, nel corso degli ultimi anni, le garanzie si siano estese a tipologie di coperture che poco hanno a che fare con l'abitazione, come la responsabilità civile generale verso terzi, mentre si sono affiancate quelle collegate alla casa, come il furto. Nella maggior parte dei casi, le polizze consentono ai sottoscrittori di aderire anche a una sola delle garanzie oppure a un mix predefinito o articolabile in base alle esigenze della clientela. Tra i vari singoli mattoncini del modulo, rappresentati da specifiche coperture assicurative, il furto è senza dubbio quello che ha un maggiore impatto sul premio in rapporto ai capitali risarcibili in seguito al sinistro. In base a recenti rilevazioni di Altroconsumo, la copertura furto del contenuto per un massimale di 25.000 euro si traduce, nel caso di una villetta unifamiliare, in un premio annuo di 850 euro se l'immobile è ubicato in provincia di Milano, di 1.000 euro per la provincia di Roma e altrettanto per la provincia di Napoli. Nel caso di un appartamento in condominio, invece, per lo stesso massimale, il premio scende a 625 euro se l'immobile è ubicato nella provincia di Milano e a 850 euro per le provincie di Roma e Napoli. Si tratta di premi che appaiono coerenti con una diffusa percezione del grado di sicurezza nelle varie regioni italiane, ma per altri aspetti contrastano con le statistiche ufficiali rilevate dall'Istat. Per quale motivo? Semplice: le indagini sui delitti commessi nelle varie aree geografiche si riferiscono ai crimini denunciati da polizia e carabinieri all'autorità giudiziaria. Possono, quindi, sfuggire una serie consistente di eventi che non giungono nemmeno a conoscenza delle forze dell'ordine e che non vengono, per varie ragioni, denunciati. Resta il fatto che, secondo l'ultima rilevazione Istat, in Campania i furti in abitazione sono 131,2 ogni 100.000 abitanti, contro una media di oltre 414 delitti in Lombardia e in Piemonte (la media nazionale è pari a 279). A rendere articolato il quadro dei dati e la loro interpretazione c'è un dato che sembra contrastare con quelli precedenti: in Campania, le rapine nelle abitazioni sono superiori alla media nazionale (3,7 ogni 100.000 abitanti contro 3,5 della media italiana e 3,6 e 3,4 registrate rispettivamente in Piemonte e Lombardia). Nonostante la relativa frequenza dell'evento e il danno che ne può derivare, le preferenze della clientela, nella sottoscrizione delle polizze multirischio, si concentrano preferibilmente sui moduli incendio, contenuto, tutela e responsabilità civile, dal momento che la copertura furto tende a far lievitare in misura significativa il premio annuo. Le compagnie, anche grazie al consolidamento del contenuto dei siti internet, hanno migliorato il grado di trasparenza, il contenuto informativo e il grado di confrontabilità sia tra polizze di diverse compagnie, sia tra i singoli moduli della stessa polizza sottoscrivibili separatamente. Sul web è possibile effettuare simulazioni aderenti alle singole esigenze: da questo punto di vista, l'offerta dovrebbe stimolare un aumento della domanda da parte della clientela. In un contesto di incertezza economica la protezione del patrimonio può diventare una priorità.

martedì 13 marzo 2012

Novità nel comparto delle assicurazioni sulla casa

Il consolidamento del mercato assicurativo sulla casa ha trovato un utile supporto, per i contratti che non richiedono una personalizzazione specifica, nelle polizze on line. In questo contesto, il regolamento Isvap 35/2010 e la normativa emanata successivamente hanno posto le basi per una maggiore trasparenza del mercato, specie per quanto riguarda la facile comprensione delle condizioni contrattuali (a volte particolarmente insidiose nei rami danni). L'authority ha infatti introdotto schemi standard per la nota informativa, che deve essere consegnata al cliente fin dalle fasi precontrattuali e che deve essere pubblicata nel sito internet delle compagnie. Non solo: il provvedimento 2946 del 6 dicembre 2011 ribadisce il concetto che gli intermediari assicurativi, comprese le banche e altri mediatori finanziari, non possono ricoprire simultaneamente il ruolo di distributori e di beneficiari (o vincolatari) delle polizze. La disposizione, che entrerà in vigore il 2 aprile 2012 in modo da offrire agli operatori un periodo di adeguamento, è stata adottata al termine di un processo di pubblica consultazione che ha interessato, oltre al mercato, le principali associazioni dei consumatori. Già in precedenti rilevazioni effettuate un paio di anni fa, l'Isvap aveva rilevato che la prassi delle banche di offrire polizze rami danni collegate alle erogazioni di mutui presentavano aliquote provvigionali medie più elevate (44% con punte del 79%) rispetto a quelle distribuite dagli agenti (20%). Nell'ambito della seconda pubblica consultazione sul tema (aprile 2011), l'Isvap ha effettuato una nuova indagine conoscitiva sulle polizze abbinate a mutui e finanziamenti che non ha evidenziato modifiche nelle pratiche di vendita: i livelli provvigionali hanno raggiunto punte pari all'80% dei premi. Nel caso specifico delle polizze abitazione, le retrocessioni alle reti distributive sembrano collocarsi, mediamente, su livelli decisamente inferiori rispetto a quelle di creditor protection, che vengono comunque vivamente consigliate dalle reti bancarie alla clientela (anche se non c'è l'obbligo di sottoscriverle per accedere all'erogazione di un mutuo o di un prestito).

sabato 10 marzo 2012

Rc Auto: bonus malus sotto i riflettori dell'Isvap

Le nuove misure per il comparto assicurativo hanno incassato un forte apprezzamento da parte dell'Isvap.  "Il decreto del governo recepisce molte delle nostre sollecitazioni, perché si muove in direzione di una riduzione dei costi a carico degli utenti e di una effettiva liberalizzazione", ha detto il presidente dell'Isvap Giancarlo Giannini, apprezzando in maniera particolare l'intervento sulle scatole nere. "Insieme al Ministero dello Sviluppo Economico", ha continuato Giannini, "noi dell'Isvap avevamo avviato una sperimentazione in cinque province. Chi accettava di installarla sulla propria auto aveva uno sconto obbligatorio pari al 10% sulla tariffa ma erano possibili anche effetti indotti, con sconti del 40% su furto e incendio". "Adesso", ha aggiunto, "mi chiedo se non sarebbe il caso di lavorare affinché gli stessi costruttori la offrano come optional: l'effetto in termini di prevenzione sarebbe enorme". Ma per il numero uno dell'authority sulle assicurazioni, che ormai di buoni propositi e proclami ne ha visti tanti, "la strada è ancora lunga". E rilancia su un vecchio cavallo di battaglia che però, ad oggi, non è stato ancora messo in campo: "per riequilibrare le tariffe tra nord e sud, oltre a varare le nuove tabelle sui danni fisici occorre la riforma del bonus malus alla quale l'Isvap sta lavorando da tempo. Ancora oggi il cliente che non ha fatto sinistri nell'anno indicato si ritrova a pagare di più senza spiegazioni preventive". Ecco perché per Giannini l'unica via d'uscita è seguire la strada già intrapresa dalla Francia, dove all'assicurato si forniscono preventivamente tutte le notizie sulla tariffa, se si fa uno o più incidenti o se non se ne fa nessuno. Accanto a questo, ha concluso Giannini, "serve una modifica del codice delle assicurazioni".

venerdì 9 marzo 2012

Rc Auto: scatta il risarcimento danni in forma specifica

La norma più incisiva del Decreto sulle Liberalizzazioni in termini di abbattimento dei costi per il sistema assicurativo e, auspicabilmente, per gli assicurati è quella che consente alle compagnie di risarcire i danni in forma specifica. Tradotto in soldoni, le imprese assicurative avranno la possibilità di riparare le auto danneggiate direttamente nelle proprie officine. Mentre il pagamento di una somma di denaro al danneggiato a titolo di risarcimento, pur restando un diritto del cliente, diventerà meno vantaggioso. Il Decreto stabilisce, infatti, che tutte le compagnie che forniranno un'idonea garanzia sulle riparazioni, di validità non inferiore a due anni su tutte le parti non soggette ad usura ordinaria avranno un incentivo in più. E che qualora l'automobilista insista per un risarcimento in contanti la somma potrà essere decurtata del 30%. Questo intervento potrebbe davvero fare la differenza, visto che le imprese assicurative avrebbero tutto l'interesse a contenere i costi delle riparazioni contrariamente a certi meccanici specializzati, che puntano a far lievitare a dismisura costi e preventivi, con la scusa che tanto a pagare è l'assicurazione. Ovviamente, il risparmio, come auspicato dal governo, dovrà tradursi in una sensibile riduzione delle tariffe finali dell'Rc Auto alla clientela.

mercoledì 7 marzo 2012

Lo Sna critica le innovazioni normative sull' Rc auto

Lo Sna critica le innovazioni normative sull'Rc auto. "La stesura definitiva del decreto legge sulle liberalizzazioni", ha dichiarato Claudio Demozzi, neopresidente dello Sna, "si allontana dalle annunciate proposte di introdurre nel mercato una vera concorrenza nell'offerta delle polizze Rc auto". Un'occasione persa, dunque? Leggendo tra le righe sembrerebbe proprio di si. Anche perché, insistono allo Sna, la prima versione della nuova normativa sembra stravolta e svuotata di contenuti. "Abbiamo accolto con grande favore la prima stesura del decreto, che intendeva affidare nelle mani esperte degli intermediari professionisti la realistica possibilità di creare le condizioni di concorrenza efficace, attraverso l'introduzione dell'agente multimandatario" ha ricordato Demozzi. "Evidentemente, il governo ha subito pressioni conservatrici orientate a cambiare tutto, purché tutto rimanga com'è". La prima versione del decreto decretava una sorta di obbligo di plurimandato, stemperata nella seconda stesura, che vincola semplicemente a fornire tre preventivi all'assicurato. Un intervento che, secondo lo Sna, non intaccherà il vorticoso aumento delle tariffe Rc auto. "La volontà manifestata dal governo di intervenire fattivamente affinchè le tariffe Rc auto (ormai fuori controllo) vengano ribassate drasticamente sembra naufragare nell'inutile burocrazia", si legge in una nota del sindacato. Infatti, prosegue Demozzi, "c'è da chiedersi quale beneficio potrà mai avere l'utente se, oltre al preventivo della compagnia rappresentata dal suo interlocutore, ne avrà a disposizione altri due con tariffe o condizioni non necessariamente migliorative".

sabato 3 marzo 2012

Cos'è la polizza dread disease?

Già molto utilizzata all'estero, soprattutto nei paesi anglosassoni, ma ancora poco nota in Italia, la polizza dread disease non è altro che una copertura complementare, abbinata ad un'assicurazione sulla vita, contro il rischio di insorgenza di una malattia grave. La polizza dread disease ha una finalità di natura prettamente previdenziale e mira ad offrire aiuti economici nel caso si venga colpiti da una grave malattia, che richiede costosi interventi chirurgici. La dread disease è frequentemente abbinata ad una polizza caso morte, temporanea o a vita intera, o anche con una polizza mista. All'insorgenza di una delle malattie gravi previste nel contratto, l'assicuratore si impegna a pagare un anticipo sul capitale assicurato per il caso di morte (forma anticipativa) o in aggiunta a quest'ultimo (forma aggiuntiva). Le malattie gravi previste dalla copertura dread disease sono molte e variano da contratto a contratto. Le più frequenti, e l'elenco è per forza di cose parziale e nient'affatto esaustivo, sono: infarto del miocardio; malattie che richiedono interventi di chirirgia cardiovascolare (per esempio procedure di by-pass); ictus cerebrale; tumore o neoplasia maligna; insufficienza renale irreversibile; malattie che comportano la necessità di un trapianto d'organo. Se l'assicurato è stato colpito da una delle malattie gravi previste dal contratto, la compagnia paga, di norma, un anticipo sulla somma assicurata per il caso di morte. Una volta ottenuto l'anticipo, la copertura dread disease talvolta si estingue (l'eventuale insorgenza di un'altra malattia grave non darà quindi diritto ad alcuna prestazione); mentre la copertura caso morte rimane solitamente attiva fino alla scadenza, diminuita del capitale anticipato. L'eventuale somma assicurata per il caso vita (nel caso di abbinamento a una polizza mista) rimane inalterata. L'insorgenza della malattia grave, inoltre, esonera dal pagamento dei premi non ancora scaduti. In questo caso, il capitale erogato dall'assicuratore per una malattia grave non intacca la somma assicurata per il caso morte. Si tratta di una prestazione che, appunto, va ad aggiungersi a quelle previste dalla copertura di base. Per il resto vale quanto detto a proposito della forma anticipativa.

giovedì 1 marzo 2012

Fcpa Response di Marsh coprirà le spese per i controlli anticorruzione

Si chiama Fcpa Response ed è la nuova polizza elaborata da Marsh per coprire i costi dovuti alle spese per i controlli anticorruzione che sono disciplinati dal Foreign Corrupt Practices Act (Fcpa). Il prodotto, sviluppato dalla divisione che si occupa di Rc professionale e finanziaria, prevede una copertura sia in caso di indagini svolte su persone, sia su aziende. Si può attivare sia per procedure di indagini disciplinate dall'Fcpa, sia per normative estere, ed è progettata per aziende di ogni dimensione e che sono attive a livello mondiale. "Rispondere alle indagini anticorruzione può comportare perdite di tempo e di soldi alle aziende. Basti pensare alle spese legali, contabili, di revisione e consulenza", ha detto Jack Flug, direttore della divisione Finpro di Marsh. "Strategie di mitigazione delle perdite, la conformità ai requisiti regolamentari e controlli di due diligence spesso non sono sufficienti per affrontare il rischio Fcpa che può riguardare le imprese, i loro direttori, funzionari e dipendenti".

martedì 28 febbraio 2012

Cos'è il costant proportion portfolio insurance?

Il Costant Proportion Portfolio Insurance (Cppi), è un criterio di gestione basato sulla sostituzione nel tempo tra due strumenti finanziari: un'obbligazione zero coupon e degli asset a rischio (tipo le azioni). In sostanza la Cppi non è nient'altro che una gestione a capitale garantito dinamica. Con la tecnica Costant Proportion Portfolio Insurance si costruiscono strategie per la gestione di portafogli titoli, che consentono, sotto ipotesi, di rispettare un limite di rendimento minimo. E' per questo che fondi gestiti con tecnica Cppi sono "sottostanti" appropriati cui agganciare polizze vita. Le polizze basate su Cppi pongono problemi rilevanti e in forma nuova per i responsabili dell'impresa: il disegno del prodotto, il profit test, il calcolo del valore intrinseco e dell'embedded value, il controllo del rispetto della strategia di gestione da parte dei gestori, la comunicazione al pubblico delle caratteristiche rischio-rendimento del prodotto, la misurazione delle performance. Nelle diverse crisi queste strutture finanziarie, costruite attraverso algoritmi, talvolta si sono rivelate inefficienti da un punto di vista finanziario. In pratica, è successo che, in caso di mercati azionari in discesa, l'investimento è rimasto intrappolato nella componente obbligazionaria, non consentendo di beneficiare di successive fasi di rialzo. Si tratta, quindi, di prodotti garantiti o protetti dal costo mediamente alto, ma che talvolta non permettono all'investitore, in caso di mercati azionari positivi, di partecipare a questa buona performance. Per ovviare a questi problemi, che non possono essere risolti adeguatamente con le solite tecniche attuariali tradizionali sono richieste l'utilizzazione di modelli stocastici del mercato finanziario, delle logiche del pricing, delle tecniche di simulazione Monte Carlo.

lunedì 27 febbraio 2012

Cos'è l'attestato di rischio?

Nell'assicurazione obbligatoria Rc Auto, l'attestato di rischio è il documento consegnato all'assicurato alla scadenza del contratto di assicurazione. Esso contiene, tra l'altro, l'indicazione del numero dei sinistri verificatisi negli ultimi 5 anni, nonché, nel caso che si applichi la clausola bonus-malus, la classe di merito di provenienza, quella di assegnazione e la classe di assegnazione in base all'ultima tariffa CIP approvata prima della liberalizzazione tariffaria del 1994.

L'attestato di rischio è il documento che rappresenta la storia dei sinistri del veicolo. Esso riporta i sinistri verificatisi negli ultimi 5 anni e, in caso di tariffa bonus-malus, le classi di merito di provenienza e di assegnazione attribuite da ogni impresa, con riferimento al proprietario del veicolo, in base a regole interne.

E' anche indicata la corrispondente classe di conversione universale - CU, calcolata in base a una scala comune a tutte le imprese, costituita da 18 classi di merito, che garantisce all'assicurato omogeneità di valutazione allorché passi da una compagnia a un'altra, indipendentemente dalle regole evolutive interne adottate da ciascuna di esse.

La compagnia ha il dovere di trasmettere l'attestato al domicilio del contraente - unitamente a una comunicazione scritta recante le modalità di esercizio dell'eventuale disdetta e informazioni sul premio di rinnovo - anche in caso di contratti a tacito rinnovo o in caso di disdetta, qualunque sia la forma tariffaria e il canale di vendita utilizzati, almeno 30 giorni prima della scadenza del contratto. La compagnia ha l'obbligo di inviare l'attestato al domicilio del contraente anche in caso di furto, se avvenuto dopo la conclusione del periodo di osservazione (cioè nei 2 mesi antecedenti alla scadenza annua del contratto).

domenica 26 febbraio 2012

Assicurazione tutela legale

L'assicurazione tutela legale copre i costi che l'assicurato deve sopportare per controversie di natura legale, sia giudiziale sia extragiudiziale, non importa se in qualità di attore (difesa di propri diritti) o di convenuto (difesa da pretese di terzi). Può essere utile per chi deve tutelare propri diritti sia nella sfera privata come anche nella circolazione stradale. La copertura per ciscuna controversia è indicata in contratto. La somma assicurata può essere intesa quale somma massima per singolo danno oppure per anno assicurato. E' consigliabile non fissare un tetto annuo massimo assoluto d'intervento dell'assicurazione. E' importante che la polizza consenta la libera scelta di un legale. Quando si è individuato un avvocato e firmato il relativo mandato per la difesa, bisogna spedire sia alla compagnia, sia allo stesso legale una raccomandata con la quale si richiede allo stesso di accordarsi con la compagnia per modalità e costi della sua prestazione. Fate attenzione: alle polizze di tutela legale che vengono stipulate contestualmente alla polizza Rc auto, non è quasi mai ricompresa la tutela legale per le controversie della vita privata.

sabato 25 febbraio 2012

L'imposta provinciale sull'rc auto aumenterà fino al 16%

L'imposta provinciale sull'assicurazione Rc auto potrebbe aumentare dal 12,5% fino al 16% anche sul territorio delle regioni a statuto speciale. L'ipotesi è contenuta nelle bozze del decreto fiscale e per ora rimane tale: se anche fosse confermata nella versione definitiva del provvedimento, occorrerebbe poi verificare la sua reale fattibilità.  Potrebbe infatti ripetersi quanto già accaduto in autunno per l'Ipt (Imposta provinciale di trascrizione, l'onere più pesante che grava sulle immatricolazioni e i passaggi di proprietà): alcune Province (nel caso dell'Ipt è accaduto a Trento e Bolzano) potrebbero avvalersi dei rispettivi statuti per disapplicare la norma statale, nonostante essa stabilisca espressamente che i rincari valgono per tutto il territorio nazionale. Nel caso dell'imposta sull'Rc auto, la questione è ancora più delicata: essa è il tributo che garantisce il maggior gettito in assoluto alle Province, seguito dall'Ipt. Un provvedimento di tali proporzioni avrebbe effetti nefasti su tutto il comparto e l'aggravio per i cittadini risulterebbe oltremodo consistente, provocando ulteriore sofferenza economica alle famiglie italiane già oberate da miriadi di balzelli inutili. Quando si parla di pressione fiscale ritengo sia giusto non solo parlare di Irpef, ma anche di queste odiose tasse "minori" che incidono pesantemente sui bilanci familiari, riducendo sempre di più il potere d'acquisto. L'auspicio è che, in tal senso si possa fare marcia indietro, anche se il vampirismo governativo degli ultimi tempi lascia ben poche speranze.

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